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Hannah Arendt tra totalitarismo e democrazia - Università "La Sapienza", Roma - 12/03/2007
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Totalitarismo e democrazia in Hannah Arendt
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Erica Antonini - 12 marzo 2007
Queste note propongono alcune considerazioni sul rapporto tra totalitarismo e democrazia in Hannah Arendt:
1. in particolare, in primo luogo si evidenzierà la caratterizzazione arendtiana del totalitarismo come fenomeno comportante non un eccesso di politica bensì la manifestazione più evidente della scomparsa della politica stessa, intesa nel suo senso più autentico ed elevato di “spazio pubblico”, interpretazione che fornisce utili indicazioni su come ricostruire la sfera pubblica democratica proprio a partire dalle macerie del totalitarismo;
2. quindi, si tenterà di individuare potenziali forme di espressione dello “spirito” e del “progetto” totalitario nella società e nella cultura contemporanea, tendenze per così dire “pretotalitarie” riscontrabili anche nell'ambito delle nostre liberaldemocrazie. [...]
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Responsabilità e male nel pensiero di Hannah Arendt
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Graziella Di Salvatore - 12 marzo 2007
A chiunque sarà capitato di domandarsi, leggendo le pagine della nostra storia, come sia stato possibile l'Olocausto, legato all'uccisione di milioni di esseri umani e concretizzato da migliaia di persone, conglobate entro un meticoloso apparato amministrativo e burocratico. L'eccidio, instaurato dal regime totalitario nazista e organizzato nei minimi dettagli, con una freddezza a dir poco “mostruosa”, “l'accaduto impensabile”e incredibile, da parte del mondo intero, all'indomani della scoperta dei campi di sterminio, ha dato vita, negli anni sessanta, a un dibattito intellettuale molto interessante. Esso è stato incentrato sulla possibilità di “perdonare l'imperdonabile atrocità”, commessa da un gran numero di persone che sono apparse, al resto del mondo, come fuori di sé, impazzite, in-visibili a se stesse, nei confronti del popolo ebraico e, più profondamente, dell'intera umanità.[...]
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Totalitarsimo e dispotismo democratico: un confronto tra Hannah Arendt e Alexis De Tocqueville
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Fabrizio Marini - 12 marzo 2007
“Non c'è da stupirsi se Hannah Arendt, nella sua lunga riflessione, sia sempre tornata sulle pagine di Alexis de Tocqueville; essa, nel nostro secolo, è, forse, la vera erede del pensatore normanno”. Così Nicola Matteucci, che è stato uno dei primi studiosi a riconoscere in maniera perentoria e diretta il filo ideale che unisce l'opera arendtiana al pensiero politico del saggista francese. Ed anche il recente interesse della letteratura critica sull'argomento, sembra ormai avvalorare l'esistenza di un vero e proprio “dialogo a distanza” tra questi due autori, caratterizzati entrambi dalla medesima capacità di penetrare il complesso dinamismo dell'universo moderno ed i suoi dilemmi sia di ordine politico che socio-antropologico. [...]
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INCONTRI SEMINARIALI "VERITÀ E POLITICA. OPZIONI, METODI, STILI" - Richard Rorty o l’irrilevanza della verità
Milano,
09/02/2012
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ITALIA ED EUROPA NEL NUOVO CONTESTO MEDITERRANEO. Cooperazione e dialogo per lo sviluppo dei popoli nordafricani
Roma,
10/02/2012
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LE RIVOLTE ARABE: VERSO UN NUOVO MODELLO POLITICO?
Trento,
15/02/2012
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CICLO DI SEMINARI E LEZIONI: Linguaggio e potere - La Ginestra come trattato teologico-politico?
Roma,
20/02/2012
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PENSARE
LE
COSE
E
LE
IDEE
Torino,
27/02/2012
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I MERCOLEDÌ FILOSOFICI DEL MAINO - Liberalismo egualitario, multiculturalismo e i Rom in Croazia
Pavia,
29/02/2012
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MASTER universitario di I livello in “Etica politica ed economica”
Roma,
02/03/2012
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