Le premesse “prepolitiche” del Camus politique: L’envers et l’endroit e Noces
Roberto Gatti - 09/04/2010 Il personaggio della vecchia prossima alla morte, con cui si apre Il rovescio e il diritto, appare raccolto nella diuturna preghiera a un Dio amato “male”, in quanto invocato, pur inconsapevolmente, a colmare in quest’ora finale l’abisso che viene spalancato dalla morte, ma anche, più in generale, lo spazio lasciato vuoto dall’incapacità -che in questa donna è stata sedimentata durante tutta un’esistenza- di vivere la vita nella sua immediata e terrestre bellezza [...]
Le premesse “prepolitiche” del Camus politique:
L’envers et l’endroit e Noces
Il personaggio della vecchia prossima alla morte, con cui si apre Il rovescio e il diritto, appare raccolto nella diuturna preghiera a un Dio amato “male”[1], in quanto invocato, pur inconsapevolmente, a colmare in quest’ora finale l’abisso che viene spalancato dalla morte, ma anche, più in generale, lo spazio lasciato vuoto dall’incapacità -che in questa donna è stata sedimentata durante tutta un’esistenza- di vivere la vita nella sua immediata e terrestre bellezza. La sua misera figura, rattrappita intorno a un “rosario, un cristo di piombo e un San Giuseppe col bambino di stucco”[2], fa subito pensare all’aspetto ironico del quadro che Camus qui stilizza (“L’ironia” è appunto il titolo di questa prima parte de Il rovescio e il diritto). Basta che “rinasca la speranza di vivere, e Dio è senza forza”[3]. Ma, nel “deludente colloquio a tu per tu con Dio” che ella intesse, questa speranza non traluce[4]. Il racconto si inquadra in una sequenza temporale la cui brevità è inversamente proporzionale allo spessore dei significati che entrano in gioco: un giorno, ”quel giorno”, alla vecchia si interessa, di passaggio, un giovane. Niente sappiamo di lui se non che crede alla “verità” e, allo stesso tempo, sa che un essere umano sta per morire [...]
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[1] A.Camus, Il rovescio e il diritto, tr.it. di S. Morando, in Opere, Bompiani, Milano 1969, v.II, p.169.
[2] Ibidem.
[3] Ivi, p.170.
[4] Ivi, p.171.
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