Ceva Emanuela
Posizione attuale e sede universitaria:
Senior Research Associate, Human Development, Capability and Poverty International Research Centre, Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia
Discipline insegnate:
Come professore a contratto presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia:
- Etica pubblica < http://cfs.unipv.it/dida/ep10.htm > (corso di laurea di primo livello in Governo e Amministrazione)
- Giustizia internazionale e diritti umani < http://cfs.unipv.it/dida/gidu10.htm > (corsi di laurea magistrale in Teoria politica e Economia, politica e istituzioni internazionali)
- Etica e diritti umani (corso di laurea magistrale in Studi afro-asiatici) < http://cfs.unipv.it/dida/gidu10.htm>
- Analisi normativa delle politiche pubbliche < http://cfs.unipv.it/dida/anpp10.htm > (corso di laurea magistrale in Teoria politica)
Aree di ricerca:
Filosofia politica contemporanea; Analisi normativa; Etica applicata
Argomenti di ricerca:
Obbligo politico e forme di dissenso; teorie della democrazia e dell’eguale rispetto; pluralismo e giustizia procedurale.
Ricerca collaborativa:
Progetto PRIN: “Tolleranza come eguale rispetto: le basi normative delle politiche degli spazi”. Sede progetto: Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia (altre università coinvolte: Università del Piemonte Orientale, Vercelli; Università “Vita e Salute”, San Raffaele, Milano).
Durata progetto: 24 mesi (marzo 2010 - ).
Abstract:
L'eguale rispetto può essere considerato come il valore fondamentale che giustifica le due principali nozioni di tolleranza presenti nella teoria politica contemporanea. Tanto l'ideale neutralista della tolleranza, che sta alla base della rivendicazione di diritti civili, sociali e politici universali, quanto l'approccio della tolleranza come riconoscimento, portavoce di rivendicazioni di visibilità politica per specifiche identità, fanno riferimento al valore cruciale del rispetto per le persone. Questo progetto analizza l'interpretazione della tolleranza come eguale rispetto a tre livelli: i) Analisi etica: fondazione morale della nozione di eguale rispetto e interpretazione del rispetto nei termini dell'idea di riconoscimento; ii) Analisi politica normativa: ruolo dell'eguale rispetto nella formulazione dell'idea di tolleranza, e implicazioni politiche normative dell'idea di tolleranza come eguale rispetto; iii) Studio delle applicazioni pratiche dell'idea di tolleranza come eguale rispetto nell'ambito delle politiche distributive degli spazi. Attraverso l'analisi di questioni distributive riguardo lo spazio, intendiamo mostrare che la netta dicotomia tra la dimensione della distribuzione e quella del riconoscimento è fuorviante, dal momento che le questioni di distribuzione di spazi pubblici di solito coinvolgono richieste di riconoscimento. Più precisamente, la distribuzione è il modo in cui le richieste di riconoscimento possono essere soddisfatte in modo adeguato. D'altra parte, per evitare che l'allocazione di spazi urbani specifici a comunità particolari si traduca in segregazione, il riconoscimento basato sull'eguale rispetto è un fattore indispensabile. È dunque impossibile fare a meno di una delle due dimensioni all'interno di un quadro liberaldemocratico. Più precisamente, vorremmo sostenere che l'eguale rispetto per le persone può costituire un ponte tra di esse e diventare la base normativa fondamentale per formulare politiche che conducano a un'integrazione giusta e stabile.
(come coordinatrice scientifica) Collaborative Research Project (Commissione Europea, Settimo Programma Quadro – FP7): “Towards a ‘Topography’ of Tolerance and Equal Respect. A comparative study of policies for the distribution of public spaces in culturally diverse societies - RESPECT”. < http://www.respect.iusspavia.it/>
Sede progetto: Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia (altre università coinvolte: Københavns Universitet, Západoceská univerzita v Plzni, Université de Rennes I, Peking University, University of Wales, Newport, Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, Ural State University, Cyprus Center for European and International Affairs, Univerza v Ljubljani, Central European University, Budapest, European Humanities University, Tel-Aviv University, Technische Universitaet Darmstadt).
Durata progetto: 24 mesi (gennaio 2010 - ).
Abstract:
Tolerance has been increasingly invoked as the inspiring ideal of a number of social policies in European democracies. Appeals to tolerance have animated especially the political debates on those policies addressed to accommodate minorities’ requests. Among such requests those for the allocation of public spaces have recently acquired pride of place in the political agendas of many European and extra-European countries (e.g. the allocation of space for Roma sites; Muslims’ requests to build places of worship and housing policies for migrants). Despite such a generalized political and societal relevance of the notion of tolerance, some problems may occur when policies inspired by it are implemented. In particular, the implementation of tolerance-inspired spatial policies may result in the marginalisation of differences and thus risk undermining social cohesion. What conception of tolerance may be invoked to limit such a risk? To answer this question, we shall test the hypothesis that grounding tolerance on equal respect for persons may contribute to the development of spatial policies capable of resolving the tensions between tolerance and social cohesion in culturally diverse societies. In particular, the project pursues 4 objectives: (1) to develop a conceptual taxonomy to clarify the relations between tolerance, respect and spatial issues; (2) to study the ways in which appeals to tolerance have informed the development of spatial policies; (3) to investigate the influence of cultural diversities on the interpretations of tolerance in different national contexts; (4) to extrapolate from the above studies an overall view of the connections between tolerance and equal respect.
Progetto FIRB: “Verso una prospettiva integrata tra diritti umani e approccio allo sviluppo umano: fondamenti teorico-normativi, problemi di misurazione e linee di azione”.
Sede del progetto: Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia (altre università coinvolte: Università di Pavia, Università di Padova, University of Jordan, Amman).
Durata progetto: 36 mesi (luglio 2007 - ).
Abstract:
Una piena comprensione dei diritti umani e dello sviluppo umano – e del loro rapporto con questioni di povertà, disoccupazione e altri aspetti socio-economici – è di grande importanza per l'area mediterranea, all'interno della quale molti paesi stanno attraversando un periodo di profonde trasformazioni politiche e sociali. Cogliere le dinamiche tra le due sfere interrelate dei diritti umani e dello sviluppo umano rappresenta quindi un contributo importante verso lo sviluppo sostenibile della regione. A partire da queste basi, l'obiettivo specifico del progetto è di avviare un'attività di ricerca quale primo passo verso la costituzione di un Centro Internazionale di Ricerca e Alta Formazione sullo Sviluppo Umano e i Diritti Umani presso la University of Jordan. Questo Centro costituirà un nodo all'interno della rete di eccellenza per la creazione dello spazio euro-mediterraneo di educazione superiore e ricerca così come previsto dal "Processo di Catania". Le attività di ricerca si concentrano sulle interrelazioni tra sviluppo umano e diritti umani all'interno della cornice teorica costituita dall'approccio delle capacità, originariamente formulato dal Premio Nobel per l'Economia Amartya Sen e successivamente sviluppato da studiosi di differenti discipline e, in particolare, dalla filosofa Martha Nussbaum. Il progetto di ricerca si articolerà in quattro fasi principali: 1) l'identificazione dei punti in comune e delle differenze tra l'approccio dei diritti umani e quello dello sviluppo umano al fine di chiarire la loro compatibilità e complementarietà, concentrandosi in particolare sulle idee di libertà, capacità d'azione ed empowerment; 2) la formulazione di una cornice teorica coerente e integrata che permetta di elaborare e contestualizzare istanze politiche rilevanti e di valutare i corsi d'azione esistenti relativi alla promozione dei diritti umani e dello sviluppo; 3) la proposta di un insieme di indicatori significativi di libertà, capacità d'azione, empowerment, qualità della vita e benessere e l'individuazione di strumenti tecnici di misura in grado di gestire la complessità intrinseca e la multidimensionalità di tali indicatori; 4) la raccomandazione di strategie pubbliche coerenti per la promozione complementare dello sviluppo e dei diritti umani.
(come Project Manager): Progetto STREP (Commissione Europea, Sesto Programma Quadro - FP6): “Exploring the Scope for a Shared European Pluralistic Ethos. A comparative investigation of religious and secular ethically-derived requests for exemption from the law in an enlarging Europe - EuroEthos”. < http://euroethos.lett.unitn.it/>
Sede progetto: Università degli Studi di Trento (altre università coinvolte: University of Wales, Newport; University of West Bohemia, Pilsen; University of Bremen; University of Valencia; Comenius University, Bratislava; Bilkent University, Ankara).
Durata progetto: 24 mesi (gennaio 2007 - dicembre 2008)
Abstract:
The politics of handling cultural diversity is one of the major issues in the construction of Europe, especially in light of the enlargement of the EU. The EuroEthos project aims to explore the possible scope for a shared European ethos through the analysis of political and legal questions concerning issues of religious and secular ethics-based requests for exemption from the law, in the belief that the study of such issues provides precious indications on how societies try to handle a plurality of values. The project has four objectives: (1) to develop and organise knowledge on cases in which religious and ethical secular values lead to the definition of politically relevant claims; (2) to raise historical awareness of the relationship between plural values and political stances; (3) to analyse the influence of a diverse cultural heritage on the political views of citizens in the enlarging Europe;
(4) to study the scope for a European ethos as a precondition for political integration. To achieve these objectives, the project will compile a database of cases of requests for exemption from the law, and run a comparative analysis focusing on two case studies.
Ricerche individuali:
Ricerca sulla giustizia e i conflitti di valori. Le controversie bioetiche tra attivisti “pro-life” e “pro-choice” sull’eutanasia o i dibattiti circa l’esposizione di simboli religiosi nei luoghi pubblici sono solo alcuni esempi dei conflitti di valori che caratterizzano l’arena politica delle democrazie contemporanee. I filosofi politici hanno tradizionalmente affrontato tali conflitti seguendo due strategie. Alcuni, sulla scia di Thomas Hobbes, si sono dedicati allo sviluppo di strategie razionali di negoziato per permettere alle parti in conflitto di raggiungere un compromesso (o un modus vivendi) su basi prudenziali. Altri, seguendo John Rawls, si sono concentrati sull’elaborazione di principi di giustizia che conducano alla risoluzione ragionevole dei conflitti per mezzo del raggiungimento di un consenso su basi morali. Questa polarizzazione del dibattito, tra strategie di negoziato razionale e di risoluzione ragionevole dei conflitti, ha portato a trascurare una zona grigia tra questi due estremi nella quale si colloca la gestione dei conflitti. Le teorie della gestione dei conflitti si concentrano sulle dinamiche del conflitto e mirano a trasformare l’interazione antagonistica tra le parti in senso cooperativo, pur senza aspirare a risolverne la disputa. Tali teorie sono ben note ai teorici impegnati nello studio positivo dei conflitti ma hanno ricevuto scarsa attenzione da parte dei filosofi politici che conducono studi normativi. Lo scopo della mia ricerca è di evidenziare l’importanza filosofica della fase di gestione dei conflitti e di sviluppare una concezione di giustizia adatta a coglierne gli aspetti moralmente salienti. In questo senso la mia domanda di ricerca cruciale è: quali principi dovrebbero regolare l’interazione delle parti in conflitto perché questa sia da loro moralmente accettabile? Le pubblicazioni principali su questo argomento sono: Giustizia e conflitti di valori (Bruno Mondadori 2008); Just Procedures with Controversial Outcomes, “Res Publica” 15, 2009; Values, Diversity and the Justification of EU Institutions, “Political Studies” 57, 2009 (con G. Calder); Manging Value Conflicts. On procedural justice in circumstances of pluralism (manoscritto in corso di stesura).
Ricerca sul rispetto per le minoranze dissenzienti in democrazia. È convinzione comune nella letteratura filosofica sulla democrazia che tratto distintivo di questa forma di governo sia il suo impegno a trattare tutti i cittadini con eguale rispetto. Cosa significa questo con precisione? Quali caratteristiche istituzionali una democrazia dovrebbe avere per soddisfare in pieno tale impegno? Per rispondere a queste domande ho deciso di concentrarmi su di una sotto-questione specifica: cosa vuol dire per le istituzioni democratiche trattare con rispetto quei cittadini portatori di istanze minoritarie che si trovano, per questa ragione, in disaccordo con gli esiti di un processo deliberativo governato dalla regola di maggioranza? La maggior parte delle teorie democratiche cercano la risposta a tale questione nelle caratteristiche dei processi decisionali (fase ex ante legem). La mia ipotesi è che in realtà l’impegno all’eguale rispetto richiede di più alle istituzioni democratiche rispetto alla distribuzione egualitaria dei diritti di partecipazione politica, al fine di potenziare le opportunità che i cittadini hanno di dare voce alla propria coscienza e influenzare, su questa base, la formulazione delle regole che ne vincoleranno la condotta. La mia ricerca si concentra per questa ragione sulla giustificazione delle forme di contestazione ex post legem, quali la disobbedienza civile e l’obiezione di coscienza. In particolare sto lavorando sulle condizioni di giustificazione di un diritto alla richiesta di esenzioni dalla legge su basi di coscienza quale estensione del diritto alla partecipazione politica dei cittadini. Le pubblicazioni principali su questo argomento sono: Diversity in Europe. Dilemmas of differential treatment in theory and practice (Routledge 2010, curato con G. Calder); An ex post legem approach to the reconciliation of minority issues in contemporary democracies, in M. Mookherjee (a cura di), Democracy, Religious Pluralism and the Liberal Dilemma of Accommodation (Springer 2010); Toleration (Continuum, uscita prevista 2012).
E-mail: emanuela.ceva@unipv.it
Sito web: http://cfs.unipv.it/compo/ceva.htm

