Cavarero Adriana
Posizione attuale e sede universitaria:
Professore ordinario, Università delgi studi di Verona, Facoltà di Lettere e Filosofia
Discipline insegnate:
filosofia politica; storia delle dottrine politiche; filosofia politica per il giornalismo (tutti corsi magistrali)
Aree di ricerca:
filosofia politica antica e moderna; studi femministi; politica ed estetica.
Argomenti di ricerca:
il lessico politico della violenza contemporanea: terrore e orrore; prospettive di rilettura del testo platonico nel Novecento; ira e risentimento nella filosofia politica contemporanea.
Percorsi di ricerca:
La ricerca ha preso le mosse dalla tradizionale relazione esistente fra politica e violenza, a partire dall’ambito moderno, con lo Stato quale figura del monopolio legittimo della forza, per approdare alle forme contemporanee di violenza, sganciate ormai dal monopolio statale e dal contenimento da esso operato nei confronti della violenza diffusa. Come cambia la pratica della violenza in relazione alla crisi delle categorie politiche moderne? Come si configura la sovranità in un’epoca in cui le tradizionali forme della convivenza vengono trafitte da processi transnazionali di carattere economico, culturale ma soprattutto militare?
La prof.ssa Cavarero, in aggiunta alle ricerche di cui sopra, è stata impegnata nella seguente ricerca: Orrore e terrore: per un lessico della violenza nell’epoca della globalizzazione. Si tratta di una ricognizione del lessico politico relativo alle definizioni di guerra, violenza, terrore, orrore all’epoca della globalizzazione. La ricerca intende prendere in esame la risignificazione e l’ innovazione dei suddetti termini in relazione ai mutamenti significativi delle categorie politiche moderne, della loro inadeguatezza a cogliere i mutamenti globali in atto. Ridefinire la violenza dal punto di vista della vittima inerme singifica privilegiare un atteggiamento critico e de costruttivo rispetto alla violenza intesa come mezzo specifico dell’agire politico, elaborando invece modalità costruttive per pensare ad una azione non violenta e non mimetica del punto di vista ‘del guerriero’, protagonista pressoché assoluto dell’immaginario politico moderno.

