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Tu sei qui: Portale Indicatori di qualità 3. Dibattito sul primo documento Anna Elisabetta Galeotti

Anna Elisabetta Galeotti

25.11.2008


Cari colleghi,

 

ho letto con attenzione sia la proposta originaria che le osservazioni successive, nonchè questa precisazione di Sandro ferrara che chiarisce la portata del nostro suggerimento (criteri minimi) e la necessità di trovare un terreno comune a tutta l'area 14, nei cui confronti ci sono delle affinità ma anche vistose disomogeneità. Poichè non potrò essere presente alla riunione del 28, vorrei cercare di contribuire alla discussione in questa sede.

Senz'altro la proposta originaria, che riflette poi i criteri che la nostra disciplina si è data in questi anni, è utile come terreno comune minimale e ha il pregio della semplicità e chiarezza. Credo tuttavia che in un momento così delicato, in cui le accuse alla classe docente sono così generalizzate e trasversali, sia importante dare prova di responsabilità e voglia di migliorare, anzichè difendere privilegi. Il rinnovamento passa certamente per la qualità, e il primo luogo in cui siamo chiamati a rispondere della qualità è proprio nei concorsi.

E' certamente vero che ogni disciplina ha le sue specificità e che forse non è possibile applicare meccanicamente ai prodotti del nostro lavoro un criterio come l'impact factor. Tuttavia, senza legarci a un criterio così rigido e nello stesso tempo estrinseco, è possibile individuare indicatori non arbitrari della qualità che a mio giudizio sarebbe bene includere nella piattaforma, magari non nella forma di vincolo escludente, ma nella forma di vantaggio, a parità di condizioni. Il fatto di pubblicare con certe case editrici, su certe riviste, attraverso un sistema di peer-review o meno, a parità di condizioni, deve contare come fattore a favore. Se conta in tutto il mondo, in tutte le comunità scientifiche, in tutte le discipline, mi sembra difficile ridurne la rilevanza. Analogamente un curriculum più vario e aperto a esperienze internazionali, soprattutto quando il soggetto ha vinto borse e fellowships internazionali, in una competizione che è necessariamente "cieca", dovrebbe contare, come conta ovunque  nell'accademia.

Vogliamo toglierci di dosso questa fastidiosa accusa di essere a favore dello status quo e dei nostri privilegi? Vogliamo evitare di essere schiacciati sui peggiori e sui corrotti, come capita ora nella discussione pubblica? Io credo che per ribattere a questa accusa indiscriminata dobbiamo tutti fare la nostra parte, per quel che ci compete, essere meno timidi e cercare di andar oltre il mero modus vivendi.

Sono d'accordo con Sebastiano Maffettone circa un possibile seminario sul tema. Ringrazio Sandro per il suo paziente lavoro di tessitura e tutti i colleghi che lo affiancano e che sono intervenuti.

 

Elisabetta Galeotti

 

PS Leggo ora le proposte di modifica di Gatti e mi rendo conto che forse ho sbagliato: avrei dovuto cercare di apportare correzioni al testo originario, ma in realtà volevo solo porre all'attenzione il problema di indicatori di qualità in linea con criteri accettati trasversalmente in tutte le discipline.

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