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La condizione tecno-umana tra eccesso ed eccedenza

Cosa
Quando 17/09/2020 15:00 al
19/09/2020 13:00
Dove Roma
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65° Convegno Ricerca Filosofica (Gallarate minor)

LUMSA, ROMA 17-18-19 settembre 2020

 

 

LA CONDIZIONE TECNO-UMANA TRA ECCESSO ED ECCEDENZA

 

La rilevanza assunta dallo sviluppo e dall’uso di tecnologie sempre più avanzate e sofisticate, influenzando tutti gli ambiti dell’attività umana, mette in evidenza crescente come la tecnica sia una componente antropologica essenziale che specifica, in forma problematica, le modalità delle relazioni dell’umano con se stesso, con gli altri, le cose del mondo, l’Oltre/Altro. La pervasività delle tecnologie in differenti campi di applicazione e nella stessa esistenza quotidiana ha una notevole incidenza nella definizione di ciò che è ‘umanità’, fino a suggerire un cambiamento di paradigma in grado di riconsiderare e ricomprendere la struttura dell’antropologico in una visione interale, nella quale la tecnica venga collocata tra le sue dimensioni costitutive.

Ciò non è possibile se non con un impegno interpretativo in grado di dar conto di come la “condizione tecno-umana” possa qualificarsi come un esistenziale antropologico fondamentale. La tecnica, infatti, non offre soltanto una efficace compensazione della debolezza naturale dell’umano, ma ne plasma anche il profilo ontologico e obbliga a riesaminarne le componenti nella direzione di un’antropologia non statica bensì dinamica, intesa quindi come identità “aperta” e in movimento, che nel factum innesta il faciendum.

Assumere questa prospettiva comporta il riesame critico di un modello ‘fissista’ di natura umana. La revisione del suo statuto di immutabilità e di autoreferenzialità esige un upgrade concettuale che scaturisca da una ermeneutica dell’umano rispondente sia al permanere sia al divenire dei suoi costituenti fondamentali. Un modello di ricomprensione dinamica permetterebbe di vedere il rapporto tra “naturale” e “artificiale” secondo una permeabilità che rende il secondo intrinseco al primo in un processo di potenziamento delle capacità cognitive e operative nonché delle prestazioni produttive.

L’ipertrofia della tecnica minaccia però di introdurre uno squilibrio che rende la tecnica stessa autoreferenziale e la spinge a pretese di assolutezza con esiti incontrollabili. Alla luce di un ampliamento antropologico che non può d’altro canto risolversi nell’assolutizzazione di una delle sue componenti parziali, si possono proporre vincoli etici in nome della eccedenza della intenzionalità dell’umano rispetto a ogni eccesso tecnologico. In questo spazio problematico, senza pregiudizi e senza accondiscendenze ingenue, si gioca la difficile partita tra la capacità di governare la tecnica, mantenendola nell’ordine della strumentalità disponibile per l’umano, e l’essere governati dalla tecnica, di cui sarebbe invece l’umano a farsi strumento. La riflessione filosofica è oggi chiamata a dare in merito un apporto decisivo, non solo a livello descrittivo ma anche a livello valutativo.

In questa cornice il Convegno, tramite le relazioni, le comunicazioni e i contributi dei partecipanti, questi ultimi, come per i due precedenti Convegni, accettati tramite call for papers, entro la data del 31 luglio 2020, al seguente indirizzo: gallarate.philosophy@gmail.com, si propone di mettere a punto questioni teoriche e di individuare figure di pensiero che nel tempo hanno variamente affrontato la problematica, per meglio istruire lo status quaestionis e per fornire gli elementi utili alla elaborazione di un paradigma antropologico che sia fecondo nella interpretazione del destino dell’umano nell’attuale contesto socioculturale.

 

 

 

Programma

 

Giovedì 17 settembre 2020

 

Ore 15,00

Saluti Istituzionali

 

Ore 15.30

Introduzione

Francesco Totaro, Presidente Comitato Scientifico Centro Studi Filosofici di Gallarate

 

Ore 16,00

La condizione tecno-umana come “opera aperta” (l’uomo tra   factum e faciendum)

            Vallori Rasini, Università Modena-Reggio Emilia

 

Ore 17,00

Dibattito

 

Ore 17.15

Intervallo

 

Ore 17,30

La condizione tecno-umana: capacità, possibilità e intenzionalità Franco Miano, Università TorVergata Roma

 

Ore 18,30

Dibattito

 

Venerdì 18 settembre 2020

 

Ore 09,00

La condizione tecno-umana tra desiderio e pretesa

Gennaro Cicchese, Università Lateranense Città del Vaticano

 

Ore 10,00

Dibattito

 

Ore 10,15

Intervallo

 

 

Ore 10,30

Gruppi di lavoro

 

Ore 13,00

Pranzo

 

Ore 15,00

Gruppi di lavoro

 

Ore 17,30

Intervallo

 

Ore 17,45

La condizione tecno-umana tra domesticazione e inoggettivabilità

            Caltagirone Calogero, Università LUMSA Roma

 

Ore 18,30

Dibattito

 

 

Sabato 19 settembre 2020

 

Ore 9,00

L’umano tra efficienza ed efficacia (tecniche di foresight, accelerazione tecnologica e applicazioni emergenti)

Cristina Maria Roberta Pozzi, Università LUMSA Roma

La condizione umana tra manutenzione e perfezionamento

Paolo Benanti, Università Gregoriana

Eccentricità ed eccedenza dell’umano: il significato della creatività

Donatella Pagliacci, Università Macerata

Sproporzione antropologica e ricerca di un “centro di gravità permanente”

Giovanna Costanzo, Università Messina

L’umano tra istinto e artificio

Virgilio Cesarone, Università Chieti

 

Ore 12,30

        Conclusioni

Francesco Totaro, Presidente Comitato Scientifico Centro Studi Filosofici di Gallarate

 

 

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