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BESUSSI Antonella

L'IDEA DI MALE RADICALE Università di Milano

 

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Antonella

BESUSSI

 

antonella.besussi@unimi.it

 

università

cattedra

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corso di laurea

dipartimento

Università degli Studi di Milano

Filosofia politica

Scienze Politiche

Scienze Politiche

Studi sociali e politici

corsi

università

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corso di laurea

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anno accademico

Università degli Studi di Milano

Scienze Politiche

Scienze Politiche

Studi sociali e politici

2004-2005

titolo

insegnamento

laurea

L'IDEA DI MALE RADICALE

Filosofia politica

specialistica

testi

TESTI ESAME FREQUENTANTI: H.ARENDT, Le origini del totalitarismo, Milano, Comunità (parte III, capp. 12 e 13): H.ARENDT, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Milano Feltrinelli. Un saggio a scelta tra: H.ARENDT, "La responsabilità personale sotto la dittatura”, in R. Esposito, Oltre la politica, Milano, Bruno Mondatori*: H.ARENDT, “Comprensione e politica” in La disobbedienza civile e altri saggi, Milano Giuffrè* * distribuiti nel corso TESTI ESAME NON FREQUENTANTI: H. ARENDT, Le origini del totalitarismo, Milano, Comunità (parte III, capp. 12 e 13): H. ARENDT, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Milano, Feltrinelli: E. DONAGGIO, D. SCALZO (a cura di), Sul male. A partire da Hannah Arendt, Meltemi, Roma 2003. TESTI ESAME UN SOLO MODULO: H. ARENDT, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Milano, Feltrinelli; E. DONAGGIO, D. SCALZO (a cura di), Sul male. A partire da Hannah Arendt, Roma, Meltemi 2003 (parte seconda)

contenuti

Il secolo appena chiuso ha prodotto una lunga serie di genocidi, uccisioni di massa, stupri sistematici, casi di pulizia etnica e tortura in molte parti del mondo, Europa compresa: eventi che hanno messo in difficoltà sia la comprensione teorica sia il giudizio politico. L’obiettivo formativo che il corso si propone è quello di rispondere a tale difficoltà recuperando la categoria di “male” nel suo rapporto con l’attività umana, e in particolare con la questione della responsabilità individuale, in modo da liberarla dalle ipoteche metafisiche e religiose. Il contributo di Hannah Arendt offre in questo senso le indicazioni più acute per l’elaborazione di una teoria politica del male. PRIMO MODULO: L’idea di male radicale (20 ore, 3 crediti). Hannah Arendt recupera inizialmente l’idea kantiana di “male radicale” per rappresentare un male politico specifico e inedito associato ai totalitarismi, vale a dire la disumanizzazione sistematica degli esseri umani. Si tratta di un male imperdonabile, non punibile, radicato in motivazioni così spregevoli da essere al di là della comprensione. Se la maggior parte delle forme moderne di violenza organizzata è riconducibile a intenti espliciti e strumentali di qualche tipo, il terrore totalitario non è invece classificabile in questi termini e resta inafferrabile nei termini della razionalità utilitaristica. Ma basta questa inafferrabilità a motivare una rinuncia alla comprensione? Ha torto o ha ragione chi afferma che tutta la teoria, dopo Auschwitz, è diventata spazzatura? SECONDO MODULO: : L’idea di male “banale” (20 ore, 3 crediti). E’ proprio la preoccupazione di evitare che il carattere inedito del male totalitario motivi una rinuncia alla comprensione teorica e al giudizio politico che porta Arendt a mettere in questione l’idea di male radicale. Il processo Eichmann evidenzia che gli atti mostruosi sono compiuti da individui ordinari e mediocri, “banali” in quanto incapaci di fornire una spiegazione non stereotipica del loro agire: se tali atti restano imperdonabili, si deve comunque ragionare sulla loro punibilità (e dunque sull’idea di responsabilità individuale) e sulle loro motivazioni, che non devono essere poste al di là della comprensione e del giudizio. Frequenza aperta a triennalisti e quadriennalisti. Per i quadriennalisti la Prof.ssa Besussi si riserva la possibilità di integrare con ulteriore materiale il programma del corso. L’eventuale variazione verrà comunicata nel corso delle lezioni.

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