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POSSENTI Vittorio

PER LA DETERMINAZIONE DEL NICHILISMO POLITICO Universdità di Venezia

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Vittorio
POSSENTI
 
possenti@unive.it
 
università
cattedra
facoltà
corso di laurea
dipartimento
Università Ca' Foscari di Venezia
Filosofia politica
Lettere e Filosofia
Filosofia
Filosofia e Teoria delle scienze
corsi
università
facoltà
corso di laurea
dipartimento
anno accademico
Università Ca' Foscari di Venezia
Lettere e Filosofia
Filosofia
Filosofia e Teoria delle scienze
2005-2006
titolo
insegnamento
laurea
PER LA DETERMINAZIONE DEL NICHILISMO POLITICO
Filosofia Politica
triennale
testi
TESTI I modulo: - V. POSSENTI, Nichilismo e metafisica, Armando 2004 (le parti da studiare saranno indicate a lezione) - C. SCHMITT, ‘L’epoca delle neutralizzazioni e delle spoliticizzazioni’ e ‘Tre tipi di pensiero giuridico’, in Le categorie del ‘politico’, Il Mulino, Bologna - TOMMASO D'AQUINO, Summa Theologica, le questioni 57 e 58 della Secunda Secundae - Un brano di NIETZSCHE, Genealogia della morale, Adelphi, Milano - II modulo: - V. POSSENTI, Nichilismo e metafisica, Armando 2004 (le parti da studiare saranno indicate a lezione) - M. HEIDEGGER, La questione della tecnica, in Saggi e discorsi, Mursia, Milano 1985 - V. POSSETNI, Tecnica, biopolitica, persona, Cafoscarina, Venezia 2005 (le dispense saranno disponibili alla fine del modulo). Comprendono: Bioeticabiotecnologie2003aa(bis), Bioetic (sull’embrione, da integrare), Rubbettinocap5, Bioeticasocietà2005 (Fivet), pp. 140-160 di Religione e vita civile, file Tecnica (è parte di Le soc liberali al bivio), eventualmente le pp. Sulla bioetica nel file Personacompleto (ca. 10). Per entrambi i moduli va portata una storia del pensiero politico a scelta fra i seguenti testi: - J. J. CHEVALLIER, Le grandi opere del pensiero politico, Il Mulino, Bologna 1998 (due parti a scelta dello studente fra le quattro di cui è composto il volume) - C. GALLI (a cura), Manuale di storia del pensiero politico, Il Mulino, Bologna 2001 (le prime tre parti oppure la quarta e la quinta, a scelta dello studente) - STRAUSS-CROPSEY, Storia del pensiero politico, Il Melangolo, Genova 1990. Due autori antichi e due moderni a scelta fra i seguenti. Antichi: Platone, Aristotele, Cicerone, Agostino, Tommaso, Marsilio: Moderni: Machiavelli, Hobbes, Locke, Rousseau, Kant
contenuti
I Semestre - I due moduli del corso saranno dedicati ad un’esplorazione del tema del nichilismo in rapporto alla politica, alla tecnica, alla questione della vita (biopolitica), entro il titolo generale Per la determinazione del nichilismo politico. Fondamentali parole-chiave dei due moduli: (bio)politica, tecnica, secolarizzazione, positivismo giuridico, diritto naturale. Esaminando il nichilismo da diverse prospettive, i due moduli rappresentano un percorso meglio fruibile se compiuto interamente (I Modulo - 30 ore) Titolo: Il nichilismo politico-giuridico (ragione e volontà: giustizia e forza: diritto naturale e positivismo giuridico). Nel nichilismo politico-giuridico la decisione politica è priva di giustificazioni, e la legge intesa come produzione della volontà, non come atto razionale di ordinamento. Politica, Stato, legge diventano il positum per eccellenza. Viene cancellato il problema della giustizia, dichiarandolo sorpassato o insolubile, ponendo al suo posto la forza, la tecnica, il numero (la maior pars prevale sulla melior pars). Allontanata la questione della verità dalla politica si stabilisce il da farsi sulla sola base del numero e del consenso, entro una generale indifferenza ai contenuti e sotto la legge della quantificabilità di tutti i rapporti. II Modulo (30 ore) Titolo: Nichilismo, pensiero tecnico, (bio)politica. La vita è diventata il primo problema della politica, e non solo delle democrazie. Politica degna di questo nome è preservare e promuovere la vita: in questo senso ogni politica autentica è una biopolitica. E’ la vita medesima che la politica è chiamata a mettere in salvo. Col suo carattere neutralizzante e asimbolico il modo di pensiero tecnico consuma il senso e dissolve i fondamentali quadri di riferimento della tradizione. L’homo faber risulta un permanente rischio per l’homo sapiens, in specie nell’epoca delle biotecnologie che entrano nel cuore della vita. Centrale è la domanda se nell’età della tecnica saremo in grado di ridare un senso al termine di umanesimo, poiché la potenza della tecnica mette sempre più in questione la tradizione antropologica basata sulla dignità dell’uomo.
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