Strumenti personali

ESPOSITO Marianna

IL CORPO E LA CARNE. LA COMUNITA' SECONDO GEORGES BATAILLE E SIMONE WEIL

INFORMAZIONI COMPLETE
nome
cognome
indirizzo
e-mail
sito web
Marianna
ESPOSITO
università
dipartimento
facoltà
Istituto Universitario Orientale di Napoli
ciclo e titolo del dottorato
Filosofia e Politica
tesi
titolo
relatore
data

IL CORPO E LA CARNE. LA COMUNITA' SECONDO GEORGES BATAILLE E SIMONE WEIL

non specificata

sintesi

La tesi dimostra che il luogo filosofico in cui si condensa il dialogo tra Georges Bataille e Simone Weil è la questione della comunità. Al modello tönnesiano di una comunità organica, fondata sul vincolo originario di una comune appartenenza - di sangue, di luogo, di spirito - i due autori oppongono l’orizzonte di una comunità estatica, la cui origine non si radica in un dato di comune appartenenza, né in un fondamento contrattuale di stampo giuridico. La Weil ne pensa l’origine come l’effetto di uno svuotamento della potenza divina: la “dé-création”. In linea di continuità con la tradizione della mistica cabalistica ebraica del XVI secolo, ella concepisce Dio come infinito e la creatura come un essere finito che porta in sé una traccia di divino recuperabile in un contro-movimento di rinuncia umana che imiti l’atto creatore. Bataille, il quale rifiuta la prospettiva teologica, fa coincidere la comunità con la rottura dell’identità individuale, e ne situa l’origine nel continuum – nozione ricavata dalla fisica - da lui esemplarmente denominato “unité comunielle”. Il lavoro di analisi è stato suddiviso in due parti in modo da evidenziare la singolarità di due percorsi teorici uniti dall’identità di un tratto comune: la comunità intesa non come opera, ma come estasi. Per entrambi, l’esigenza comunitaria si manifesta non nell’esercizio del potere, ma nella sperimentazione di un desiderio eccedente il bisogno di conservazione individuale, nell’esperienza di un passione costitutivamente originaria che spinge il soggetto fuori di sé. Weil chiama tale passione “desiderio senza oggetto”: Bataille “desiderio che ha nulla per oggetto”. Focalizzata la zona di convergenza in virtù della quale è reso possibile il lavoro di comparazione, la ricerca ha analizzato i divergenti esiti teoretici cui Weil e Bataille pervengono nel corso della loro riflessione: la teoria della comunicazione in Georges Bataille – al cui centro è la categoria antropologica di corpo umano inteso quale limite soggettivo - a fronte dell’ipotesi dell’incarnazione in Simone Weil, - al centro della quale è la nozione cristiana di carne - ipotesi, quest’ultima, non esplicitamente formulata dall’autrice ma desumibile dall’analisi del suo pensiero. Il Dio assente di Bataille esige l’inabissamento dell’uomo nell’illimitato da cui originariamente proviene: il Dio incarnato concepito dalla Weil esige l’attraversamento dell’infinito nel finito, la sperimentazione da parte dell’essere umano di un rapporto con l’assolutamente altro da sé che permanentemente lo altera e lo espropria. Per questa ragione, Georges Bataille afferma la comunità nel movimento di perdita dell’uno nell’altro, e Simone Weil nell’essere costitutivamente in rapporto dell’uno con l’altro. Tale è la chiave di volta nell’analisi del rapporto filosofico tra i due autori, questo è ciò che li pone, nella vita come nel pensiero, in una relazione di distanza assoluta e di convergenza impensata.

Azioni sul documento