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Immagini del mondo, immaginazione e politica. Il caso del Grande Inquisitore

Renata Badii - Enrica Fabbri 20 ottobre 2010

Immagini del mondo, immaginazione e politica.
Il caso del Grande Inquisitore


di Renata Badii ed Enrica Fabbri

 

Abstract


L’intento del nostro contributo è quello di argomentare una proposta teorica sul rapporto tra politica ed immaginazione incentrata sull’idea di immagine del mondo (Weltbild). Crediamo infatti che questa nozione ci permetta di ricostruire il nesso tra immaginazione e politica nella sua complessità, e che si dimostri indispensabile quando si tratti di passare da un piano puramente normativo ad un piano che potremmo definire di sociologia morale: una prospettiva in cui ci si interroga non su che cosa dobbiamo fare, ma su che cosa è plausibile/realistico aspettarsi che gli individui ritengano doveroso fare, su che cosa ha la chance di essere recepito come dovere. In altri termini, l’analisi della relazione tra immagini del mondo e immaginazione diviene a nostro avviso essenziale quando si tratta di individuare i contenuti etici realmente praticabili dagli individui così come sono, ovvero di comprendere le condizioni della declinazione etica che la politica può assumere concretamente.

Una volta ricostruiti la nozione di immagine del mondo e il rapporto che essa intrattiene con l’immaginazione, il nostro contributo propone di testare questa proposta teorica rispetto al racconto del Grande Inquisitore. La novella di Dostoevskij può infatti leggersi come un caso esemplare di conflitto tra immagini del mondo concorrenti, che ci consente di mostrare come le diverse declinazioni etiche assunte dalla politica rimandino, in ultima analisi, ad una decisione su quello che deve considerarsi l’orizzonte di senso ultimo, l’immagine complessiva del mondo a partire dalla quale si stabilisce la plausibilità di una certa condotta etica – la sostenibilità o l’onerosità di un comportamento etico rispetto ai costi dell’agire e allo spettro del suo fallimento, così come la sua giustificazione rispetto a ciò che, per la nostra immagine del mondo, è possibile o addirittura certo attendersi dal mondo in futuro.


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